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29 gennaio 2008

DialoBlog

 Spesso, lungo le mie peregrinazioni sul web, piuttosto che ascoltando le varie trasmissioni radiofoniche o televisive, mi sono imbattuto nel mito della libertà di pensiero e della libertà di espressione.
Molto più raramente ho assistito ad una effettiva analisi della trasmissione del pensiero e dell'espressione fra i vari individui.
Mai, o quasi, ho sentito dire qualcosa sulla effettiva utilità che la massa di pensieri ed espressioni libere che bombardano la nostra mente hanno su di essa.

Mi spiego.

(
Leggi il seguito)




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4 dicembre 2007

Uomini Liberi con la pistola.

Uno dei ritornelli più frequenti che incontrerete in queste pagine riguarda sia la differenza tra uomini liberi e servi ed sia il nostro desiderio di essere liberi.
La libertà è una delle nostre ossessioni mentre la servitù è da noi vista come assenza di libertà indipendentemente dal grado di ricchezza che la rinuncia alla libertà possa garantire.

In realtà, accadrà spesso che cercheranno di comprare la nostra libertà e saranno disposti ad offrire cifre anche molto elevate.
La logica di questo comportamento può essere esemplificata attraverso una scenetta un po' surreale. Si ipotizzi l'incontro di due uomini: uno è un uomo d'affari, l'altro ha una pistola.
L'uomo d'affari squadra l'uomo con la pistola, si ricorda di avere duemila euro nel portafoglio e teme di essere rapinato.
A quel punto si avvicina all'uomo con la pistola e gli domanda:
senta ma... lei... me la venderebbe la sua pistola?

-No! - risponde l'uomo con la pistola – me la sono procurata perché mi serve.
- Ma io sarei disposto a darle 100 euro?
- Le ho già detto che mi serve!
- 500?
- No.
- 700?
- No.
- 1500?
- 1500?!?
A quel punto l'uomo d'affari procede in tono molto convincente.
- Una pistola come la sua vale circa 700 euro. Io sono disposto a dargliene 1500 perché non voglio una pistola qualsiasi. Io voglio la sua pistola.
Pensi a tutte le cose che potrà comprarsi con gli 800 euro in più che io sono disposto a pagarle.
- 2000 euro - fa l'uomo con la pistola.
- Affare fatto! - risponde l'uomo d'affari, apre il portafoglio ed inizia a contare le banconote fresche di stampa.
L'uomo con la pistola si trova in mano 2000 euro in contanti, li soppesa un attimo e li intasca.
Quindi consegna la pistola all'uomo d'affari.
Questi punta la pistola in faccia all'uomo senza pistola ed, educatamente, gli sussurra:
- Adesso tu mi darai tutti i soldi che hai!
La libertà è la nostra pistola.
L'uomo con la pistola, finché la possedeva, poteva decidere se usarla per il bene o per il male: poteva farci una rapina in banca oppure allontanare i lupi da casa sua.
Poteva usarla per piantare un chiodo o forse, ancora più intelligentemente, avrebbe potuto esporla in modo tale che le persone male intenzionate evitassero di aggredirlo ed, in quel modo passare una vita tranquilla.
Dopo che egli si è venduto ogni possibilità di difendersi si è messo in mano all'uomo di affari.
Non si è chiesto come fosse possibile che l'uomo di affari fosse così ricco nonostante facesse così evidentemente spreco delle sue risorse.
Si è concentrato sulla prima conseguenza della sua vendita (il guadagno dei soldi) e non ha dedicato alcuna attenzione a ciò che sarebbe successo subito dopo.

D'altro canto bisogna considerare che le pistole non si mangiano e quindi, con gli uomini d'affari bisogna aver sempre a che fare. Le possibilità sono quindo solo due: o si decide di rapinarli e quindi si diventa come loro, oppure si trova il modo di fare affari con loro senza mettergli mai in mano l'unica pistola presente nel racconto.

Il progetto Cicero esiste per questo motivo e, più in particolare per convincere la gente che
  • se si cammina assieme e ci si guardano le spalle a vicenda, è più raro che si venga disarmati tutti contemporaneamente;
  • l'uomo d'affari rappresenta una categoria di persone che pretendono di creare ricchezza dal nulla (agenti immobiliari, banchieri, mediatori, faccendieri ecc.). Gli uomini liberi invece sono coloro che creano la ricchezza attraverso il loro ingegno ed il loro lavoro. Se, per quanto possibile, si fanno affari tra uomini liberi, è meno probabile che si finisca per usare la pistola;
  • se proprio dobbiamo trattare con un uomo d'affari, se proprio dobbiamo mettergli in mano la pistola, almeno diamoglela senza colpo in canna... e teniamo in tasca una seconda pistola pronta a sparare.

Guido Mastrobuono

PS
La pistola, è stata utilizzata come elemento simbolico e di impatto emotivo nonostante essa nel mondo di oggi sia più uno strumento di schiavitù che di libertà.
L'ingegno, la cultura, la competenza, la conoscenza, la comprensione delle conseguenze di ciò che si fa, l'onestà, il coraggio e la rettitudine sono le vere armi che difendono la libertà personale.




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2 dicembre 2007

Pecore, leoni, e pertiche tibetane

Si può scuoiare una pecora una volta sola ma la si può tosare per tutta la vita”.

Ho il sospetto che, se si vuole avere potere su una persona, il miglior modo non sia essere in credito bensì essere in debito.

Quanto più una persona avrà investito su qualcosa, tanto più quel qualcosa sarà per essa prezioso.
E tutto ciò è indipendente da quanto sia il valore effettivo della cosa stessa.

Mi sembra che, in questo modo, venga accumulata la maggior parte del potere che altri detengono su di noi.
In circoli, gruppi, congregazioni, partiti e sette, alla fine, ci viene chiesto di fare un investimento in termini di impegno e di tempo.
Se non si fa attenzione, il tempo e l'impegno richiesto aumentano fino a saturare tutta la vita che viene progressivamente svuotata di ogni sua componente esterna ed ulteriore a quella attività dominante.
La crescita del nostro ruolo in quel gruppo diventa una cosa importante ed ecco che la nostra vita (o meglio la nostra percezione della stessa) viene messa in mano di persone le quali possono arbitrariamente farci avanzare o retrocedere all'interno di un gigantesco gioco di ruolo nel quale loro sono onnipotenti.
Soprattutto, l'unica cosa che renderà reale questo mondo di favole sarà l'impegno che avremo messo nel contribuire a crearlo.

Facciamo l'esempio di una palestra di arti marziali tibetane in cui si combatte con una pertica di tre metri.
Le gradazioni sono date dal colore del pennacchio sulla pertica.
Come mezzo difensivo l'utilità è nulla perché, in caso di rissa, è molto difficile trovare una pertica di tre metri con cui difendersi.
A livello professionale, è molto difficile che un pennacchio nero nella sacra arte della pertica tibetana (riconosciuta tra l'altro solo dal maestro al quale si andrebbe a fare concorrenza) possa garantire un futuro dorato nell'ambito dell'insegnamento.

In conclusione, la pratica dell'arte della pertica tibetana ha un senso unicamente come parte di un percorso di crescita personale o di una produzione culturale ed artistica di chi la pratica la quale, però non può limitarsi a quella sola attività in quanto, come dimostrato, essa non porta da nessuna parte.

Chi arriva a questa conclusione non può che considerare molto pericoloso il naturale desiderio del pennacchio successivo in quanto implica una concessione di importanza alla scalata nell'aristocrazia di un mondo virtuale il quale, tra l'altro, un “maestro” e arbitro di ogni cosa.
Questo “maestro” è colui che ha creato questo mondo e che in esso può tutto.
Spesse volte i maestri sono bravissime persone ma, in ogni caso, noi che pratichiamo non siamo più uomini liberi e, cosa più grave, siamo artefici della nostra stessa prigionia.
E noi si rischia di divenire pecore contente di farsi tosare in cambio di tanti calci nel culo (reali) e di qualche zuccherino (virtuale).

Tra l'altro, c'è una cosa che il detto non dice:
dopo una vita di tosature, la scuoiatura fa comunque parte del destino di una pecora" a meno che, un caso fortuito, non le metta a disposizione i denti di un leone.


Guido Mastrobuono




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30 novembre 2007

Mobbing

Oggi sul Corriere si commentano i dati della UIL sul fatto che la diffusione del mobbing in italia è molto superiore di quanto non si creda.
Come sempre, per trovare una buona definizione del fenomeno, cerco la voce sull'impareggiabile Wikipedia.
 

Tratto da wiikipedia

Mobbing sul lavoro
Questa pratica è spesso condotta con il fine di indurre la vittima ad abbandonare da sé il lavoro, senza quindi ricorrere al licenziamento (che potrebbe causare imbarazzo all'azienda) o per ritorsione a seguito di comportamenti non condivisi (ad esempio, denuncia ai superiori o all'esterno di irregolarità sul posto di lavoro), o per il rifiuto della vittima di sottostare a proposte o richieste immorali (sessuali, di eseguire operazioni contrarie a divieti deontologici o etici, etc.) o illegali.

Si distingue, nella prassi, fra mobbing gerarchico e mobbing ambientale; nel primo caso gli abusi sono commessi da superiori gerarchici della vittima, nel secondo caso sono i colleghi della vittima ad isolarla, a privarla apertamente della ordinaria collaborazione, dell'usuale dialogo e del rispetto.

Si parla di mobbing verticale quando un superiore per licenziare un dipendente in particolare perché antipatico, poco competente e produttivo; e di mobbing orizzontale quando in ufficio un collega non è accettato per i diversi interessi sportivi oppure perché diversamente abile.

Il primo a parlare di mobbing quale condizione di persecuzione psicologica nell'ambiente di lavoro è stato alla fine degli anni '80 lo psicologo svedese Heinz Leymann che lo definiva come una comunicazione ostile e non etica diretta in maniera sistematica da parte di uno o più individui generalmente contro un singolo, progressivamente spinto in una posizione in cui è privo di appoggio e di difesa.

Secondo un'indagine del 1998, il 16% dei lavoratori inglesi denuncia di essere vittima di mobbing; l'Italia è ultima nella classifica UE con un 4,2%. Alcuni contratti sindacali, come quello dei metalmeccanici in Germania, prevedono un risarcimento di circa 250.000 euro per i lavoratori mobbizzati.

I sindacalisti della Volkswagen furono i primi a introdurre nei contratti di lavoro un capitolo sul mobbing con indennità e strumenti di prevenzione (i centri d'ascolto aziendali in particolare).


La pratica del mobbing sul posto di lavoro
La pratica del mobbing consiste nel vessare il dipendente o il collega di lavoro con diversi metodi di violenza psicologica o addirittura fisica. Ad esempio: sottrazione ingiustificata di incarichi o della postazione di lavoro, dequalificazione delle mansioni a compiti banali (fare fotocopie, ricevere telefonate, compiti insignificanti, dequalificanti o con scarsa autonomia decisionale) così da rendere umiliante il prosieguo del lavoro; rimproveri e richiami, espressi in privato ed in pubblico anche per banalità; dotare il lavoratore di attrezzature di lavoro di scarsa qualità o obsolete, arredi scomodi, ambienti male illuminati; interrompere il flusso di informazioni necessario per l'attività (chiusura della casella di posta elettronica, restrizioni sull'accesso a Internet); continue visite fiscali in caso malattia (e spesso al ritorno al lavoro, la vittima trova la scrivania sgombra). Insomma, un sistematico processo di "cancellazione" del lavoratore condotto con la progressiva preclusione di mezzi e relazioni interpersonali indispensabili allo svolgimento di una normale attività lavorativa.

Tutto molto chiaro, tutto pratico e tutto OK.
Però c'è una costatazione che mi urla in testa e che nessuno fa:
il mobbing è un'ingiustizia perpetrata per paura.
 
Alcuni credono che, nella società, le persone possono crescere unicamente a discapito degli altri e che questa crescita, se adeguatamente riconosciuta, abbia un valore assoluto.
In altri termini "

  1. io sono più potente di te;
  2. questa mia potenza mi permetterà di fare sì che la massa delle persone mi riconosca come migliore di te;
  3. e questo riconoscimento farà sì che io possa riscrivere la storia e, dopo un po di tempo, indipendentemente dalla sostanza, non ci sarà nessuno in grado di mettere in dubbio la mia versione;
  4. a quel punto, la differenza tra opinione e sostanza non farà più alcuna differenza ed io sarò effettivanete migliore di te.

Questo delirio di onnipotenza (che implica la presunzione di avere il potere di modificare il valore di cose e persone, l'etica ed infine la realtà) è, in varie forme, una caratteristica dei praticanti della magia nera, degli psicopatici, dei giornalisti e dei quadri dirigenti delle entità improduttive.

Questi ultimi sono i protagonisti attivi del mobbing.
Si tratta di persone insicure in quanto coscienti del fatto che il potere a loro accordato non è giustificato dal bene prodotto e, consegunetemente, essi si accomodano nella tesi che il potere  è stato loro accordato per motivi diversi (colore della pelle, fedeltà politica, nobiltà).

Dato che non creano nulla di buono per il mondo, essi considerano la disponibilità di questo potere è l'unico valore che essi riconoscono a sè stessi.
Si passa dal "penso quindi sono" di Cartesio al "sono perchè posso" di tante tracontanti nullità umane.
Ecco che l'esercizio del mobbing, cioè dell'ingiusta ed immotivata violenza all'interno del proprio campo di potere, diviene per costoro un atto necessario di esistenza.

Questo atto è però dannoso per tutti.
Il mobbizzatto subisce violenza per nessun motivo (in quanto se ne punisce uno per educarne 100), il mobbizzante effettuata la violenza, alza solo la posta del suo gioco d'azzardo contro la sua coscienza e diventa ancora più insicuro ed impaurito, la cosa comune ha perso ciò che di bene potevano fare sia il mobbizzato che il mobbizzante.

E tutto ciò non è che un'altra conseguneza dell'assurda competizione tra gli uomini che non capiscono quanto, in questi piccolo pianeta, o si va su tutti assieme o tutti assieme si affonda.

Guido Mastrobuono




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15 novembre 2007

Permettete un elogio alla creatività?

Sono molto orgogliosa della mia raccolta e dei miei autori ( sempre di più, mi raccomando!).
Penso che sia necessario che le persone possano scrivere, esprimersi, urlare a squarcia gola le proprie idee.
Organizzare, promuovere iniziative, confrontarsi.
Prima di crescere un po’, in età e in disillusione, credevo anche che questo fosse un sacrosanto diritto, che nessuno avrebbe avuto mai il coraggio di contestare.
Ma, ahimè, ogni giorno vedo come, intorno a me, tutto ciò sia terribilmente fuori dalla realtà.
Si contesta eccome.
Purtroppo chi ha cose da dire e da fare, chi per naturale propensione non riesce a confondersi, a nascondersi, ma tende a spiccare, a uscire fuori dal coro, non ha vita semplice.
Il mondo lo tira giù. Lo considera arrogante, superbo.
E il novanta per cento delle volte gli consiglia di rimanere al proprio posto.
(Ma qual è il suo posto? E chi lo decide?).
Mi sono accorta che è matematico: se esci con qualcosa di nuovo, se hai il coraggio di metterti in gioco, gran parte di chi hai intorno ti darà addosso.
Ma non per la cosa che hai fatto: a nessuno gliene fregherà niente, anzi, la troveranno anche intelligente, interessante, addirittura geniale.
Il vero fatto è che sembrerai antipatico, esibizionista, sembrerà che tu voglia dire che sei migliore degli altri.
Beh, vi dico questa cosa: io ormai riderò.
Riderò grassamente a tutte le critiche che nella mia vita mi faranno, quando avrò coscienza che sto facendo del mio meglio.
E riderò ancora di più se ad ogni mia iniziativa si alzerà un polverone, e sapete perché?
Perché vorrà dire che ho avuto una gran forza, e un successo strepitoso.
Perciò scrivete!
Create riviste, create giornali, create libri…
Create, create, create.
E ridete! ;D

Carla Ardizzone








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11 ottobre 2007

Partecipare ad una redazione

Partecipare ad una redazione può essere molto utile per la propria promozione personale e professionale.

Per prima cosa, i membri di una redazione sono tutti interessati a quel determinato argomento ed è quindi possibile conoscere gente del proprio ambito ed essere informati delle novità (tra le quali, gli eventuali "momenti buoni" per farsi assumere). 

I membri di una redazione hanno accesso esclusivo al forum di quella determinata redazione sul quale è possibile parlare di argomenti specialistici e pubblicare liberamente le proprie opinioni.
I forum delle redazioni sono stanze chiuse in quanto, in essi, i redattori possono "litigare" liberamente sugli articoli da pubblicare e sulle questioni che stanno loro più a cuore. Valgono comunque le regole di netiquette caratteristiche del progetto ma è ammesso un maggiore trasporto in quanto si sta "in famiglia".

Per seconda cosa, chi fa parte di una redazione pubblica i suoi articoli sulla Rivista ad essa collegata ed, allo stesso tempo, può ritrovarli ripetuti sulle pagine generaliste.
Per mia diretta esperienza, specialmente se ben scritto, un articolo firmato con nome e cognome genera autorità e fa sì che le persone che lo vedono associno la persona all'argomento considerandola istintivamente un "esperta del campo".
Pensate solo che il vecchio articolo pubblicato sulla capoeira ha fatto sì che mi invitassero a scrivere per una rivista on line mentre lo stesso articolo, pubblicato anonimamente sul mio BLOG non aveva avuto che poche visite.      

Guido Mastrobuono




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1 ottobre 2007

Feed RSS

Faccio presente che è possibile "Abbonarsi" alle pagine tematiche.
A seconda del Browser che si usa (cioè del programma con cui navigate su internet) esistono modi diversi.
Io con Firefox ho esemplicemente cliccato sull'icona arancione in basso a destra di tutte le pagine tematiche di cui vi interessano i contenuti.   

Guido Mastrobuono


 Really simple syndication
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. 

RSS (acronimo di RDF Site Summary ed anche di Really Simple Syndication) è uno dei più popolari formati per la distribuzione di contenuti Web; è basato su XML, da cui ha ereditato la semplicità, l'estensibilità e la flessibilità.

RSS definisce una struttura adatta a contenere un insieme di notizie, ciascuna delle quali sarà composta da vari campi (nome autore, titolo, testo, riassunto, ...). Quando si pubblicano delle notizie in formato RSS, la struttura viene aggiornata con i nuovi dati; visto che il formato è predefinito, un qualunque lettore RSS potrà presentare in una maniera omogenea notizie provenienti dalle fonti più diverse.

INDICE
1 Un po' di storia
2 Fruizione di un feed RSS
2.1 Come viene interpretato un documento RSS
2.2 Feed reader
2.2.1 Feed reader per dispositivi mobili
2.3 Aggregatori Web

UN PO' DI STORIA
RSS è un formato per la distribuzione di contenuti sul Web. Fu lanciato per la prima volta da Netscape. Si trattava di un formato derivato da RDF (un linguaggio generico per rappresentare informazioni su Web) per la gestione dei contenuti del portale My Netscape Network: il formato permetteva la visualizzazione sul portale di headline e link relativi a notizie pubblicate su altri siti e rese disponibili attenendosi a specifiche ben precise. Fu subito un grande successo: in breve, centinaia di fornitori di contenuti aderirono all'iniziativa e il portale My Netscape poté beneficiare di una vasta raccolta di notizie a disposizione dei propri utenti registrati.

Nel frattempo, lo stesso formato (e le sue variazioni successive) fu adottato progressivamente dalla comunità dei blogger: i post di un blog potevano essere facilmente esportati in RSS, in modo da essere resi disponibili a servizi di raccolta di contenuti. La popolarità dei blog è forse una delle ragioni principali del successo di RSS: migliaia di weblog iniziarono a produrre contenuti in RSS e iniziarono a proliferare siti che raccoglievano una selezione di post dai blog più seguiti (i cosiddetti blog aggregator) e programmi per fruire i contenuti di un blog direttamente sul proprio desktop o su altri dispositivi (RSS reader).

Oggi RSS è lo standard de facto per l'esportazione di contenuti Web. I principali siti di informazione, i quotidiani online, i fornitori di contenuti, i blog più popolari: tutti sembrano aver adottato il formato RSS. Gli utenti possono oggi accedere a migliaia di feed RSS: alcuni siti (directory) raccolgono i riferimenti agli innumerevoli feed RSS disponibili sul Web.


Fruizione di un feed RSS 
La fruizione di un documento RSS è un processo molto semplice. Le modalità più diffuse sono due: attraverso appositi software che interpretano un feed permettendo agli utenti di visualizzarne i contenuti, o integrando i contenuti del feed all'interno di un sito Web.


Come viene interpretato un documento RSS
Un'applicazione in grado di interpretare un documento RSS ne effettua il parsing, ovvero una scansione del documento che individua i tag e isola i diversi elementi, per poi convertire i contenuti decodificati nel formato utile all'obiettivo: ad esempio un feed reader può estrarre i titoli di tutti gli elementi item per visualizzare la lista degli articoli di un giornale online, mentre un aggregatore Web può estrarre i contenuti del feed per convertirli in linguaggio HTML e incorporarli all'interno delle proprie pagine.

Feed reader
Un feed reader è un programma in grado di effettuare il download di un feed RSS (è sufficiente che l'utente indichi al programma l'URL del feed), effettuarne il parsing e visualizzarne i contenuti in base alle preferenze dell'utente.

Spesso i feed reader sono dotati di funzionalità avanzate; ad esempio sono in grado di rilevare automaticamente se il produttore del feed ha effettuato aggiornamenti al feed stesso, effettuandone il download a intervalli di tempo regolari. In questo modo l'utente può essere informato quasi in tempo reale quando un sito è stato aggiornato, un po' come avviene per le pagine web del browser Opera, aggiornabili - con un apposito comando - secondo una preordinata scansione temporale. Il browser Opera integra, dalla versione 8.0, un ottimo feed reader.

Ci sono molti feed reader in circolazione: alcuni sono applicazioni stand-alone, altri funzionano come plug-in all'interno di altri programmi (ad esempio plug-in per programmi di posta elettronica o browser Web). Altri sono applicazioni in grado di convertire un feed RSS in una serie di post in formato leggibile dai più popolari newsreader (come, ad esempio, Mozilla Thunderbird, Forté Agent, et cetera): un esempio di questi software è nntp//rss, oppure RSS Feed Converter uno script per il popolare mail-newsserver Hamster. Un esempio di feed reader stand alone è, invece, FeedReader, programma free (distribuito con licenza GNU GPL) per piattaforme Microsoft Windows. Nella parte sinistra dell'interfaccia è mostrato l'elenco dei feed impostati dall'utente; nella parte in alto a destra l'elenco dei singoli contenuti del feed selezionato; nella parte principale l'intero contenuto testuale di un articolo. Alcuni feed reader, come ad esempio RssFeedEater, un programma shareware per Windows, permettono anche di inviare via mail o di scrivere su un blog le informazioni ricevute dai feed. Altri esempi di feed reader stand-alone e gratuiti ma per piattaforme Linux/GNUstep sono: Ticker o Liferea (LInux FEed REAder). Ci sono poi lettori di feed con molte funzionalità aggiunte: GreatNews permette di aggregare anche i commenti all'interno del post (sui blog che rendono disponibili i commenti via RSS).


Feed reader per dispositivi mobili
Un aspetto particolarmente interessante è la disponibilità di applicazioni per la lettura di feed RSS su dispositivi mobili (telefoni cellulari, palmari, ecc.). Ciò consente l'accesso a notizie e informazioni da qualunque luogo. Ad esempio, mReader è un'applicazione gratuita compatibile con tutti i dispositivi che supportano J2ME (Java 2 Micro Edition).


Aggregatori Web
Un feed RSS proveniente da un sito può essere facilmente importato da un altro sito Web, per incorporarne i contenuti all'interno delle proprie pagine.

Tecnicamente le strade percorribili sono diverse; generalmente, un apposito software si occupa di effettuare, automaticamente, il parsing dei feed RSS, ne estrae i contenuti (ad es. titolo degli articoli e descrizione) e li inserisce all'interno del codice HTML delle pagine, applicando le opportune trasformazioni. Sostanzialmente, si tratta del procedimento opposto a quello utilizzato per la produzione del feed.

In seguito all'aumento di popolarità del formato RSS e alla sua standardizzazione, sono nati diversi servizi online che fungono da "collettori" di contenuti: i cosiddetti aggregatori. L'obiettivo è quello di fornire un unico punto d'accesso a notizie provenienti da varie fonti; la standardizzazione del formato e la sua diffusione sono gli ingredienti che hanno reso possibile perseguire tale obiettivo.

Il vantaggio per l'utente è notevole, poiché ha la possibilità di accedere a tutte le notizie attraverso un unico sito Web (l'aggregatore), evitando dunque di dover visitare, uno per uno, i siti da cui provengono le notizie stesse (magari solo per scoprire che non ci sono stati aggiornamenti dopo la sua ultima visita).

Esistono anche servizi come RssPress.it, Kataweb Fido e da qualche tempo anche l'onnipresente Google  che consentono, a chi si registra, di personalizzare la propria home page selezionando le fonti da visualizzare all'interno di una vasta raccolta suddivisa per categorie.

Esistono anche portali che consentono un'organizzazione razionale dei feed a directory, la lettura direttamente dallo stesso web, la creazione di canali feed RSS in maniera gratuita e via web, ulteriori servizi come l'inoltro di notizie RSS anche via SMS.





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30 settembre 2007

La Netiquette (o buona educazione) di Cicero

Esistono alcune regole che permettono una pacifica convivenza in rete.
A queste regole se ne aggiungono altre necessarie al funzionamento del Progetto.

1) Ogni intervento deve essere firmato
Si usa nome e cognome e link al profilo dell'autore su netlog.
Questi dati devono essere resi disponibili sia per articoli ed annunci che per i commenti.

2) Gentilezza e rispetto
Non sono tollerati attacchi personali perpetrati sulle pagine di Cicero in quanto essi sono contrari allo spirito del progetto.

3) Tolleranza
Si può essere contrari a determinate idee e bisogna affermarlo nei commenti, però non si può essere contrari al fatto che queste idee siano presentate o discusse.

In generale bisogna ricordare che Cicero esiste perché le persone si aiutino a vicenda nelle loro imprese ed aspirazioni. Conseguentemente, bisogna cercare di spronarsi vicendevolmente ed aiutarsi.






permalink | inviato da progettocicero il 30/9/2007 alle 18:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



17 settembre 2007

Una proposta per il sistema dei Crediti


Foto scattata da Marco Cigolini

Desiderio di meritocrazia
Come detto, si vuole che l’accesso ai servizi forniti da Cicero sia regolata da una ferrea logica di “do ut des” o, come piace dire a quelli che sono Politically Correct, da una solida meritocrazia.
D’altro canto, si vorrebbe evitare l’onere di stilare una lista arbitraria dei buoni ed una lista dei cattivi mentre si preferirebbe regolare il processo in modo che chiunque sappia che chi fa una determinata cosa acquisisce una determinata posizione nella comunità che crescerà attorno al progetto.

Il Sistema dei Crediti
Si propone il sistema dei CREDITI.
Funziona così:
1. si listano le azioni che un utente può fare per il progetto e, ad esse, si assegna un determinato numero di crediti;
2. chi fa una di queste azioni si vede assegnare i crediti corrispondenti all’azione portata a termine;
3. si fa una lista dei servizi forniti da Cicero e, ad ognuno di essi, si assegna un determinato costo in crediti.
Nel momento in cui un utente vuole accedere ad un servizio, egli deve disporre di crediti sufficienti a “pagarlo”.
Nel momento in cui più utenti vogliono accedere allo stesso servizio, verrà data priorità a chi ha il monte crediti più alto.

Un “listino prezzi” di primo tentativo.

“Compenso per le azioni meritorie”
- presentare un nuovo utente e garantire per la veridicità del suo CV (100 crediti);
- adattare il CV di un utente dal formato.doc al formato necessari a linkedin (100 crediti);
- aver presentato una persona il cui profilo che si è dimostrato falso ( - 1000 crediti);
- scrivere un articolo per il BLOG su argomenti specialistici fornendolo in formato HTML (500 crediti); 
- scrivere un articolo per il BLOG su argomenti specialistici fornendolo in formato diverso dall'HTML (200 crediti);
- scrivere un intervento sul BLOG di cultura generale (100 crediti);
- offrire una foto per il BLOG (100 crediti);
- offrire un parere professionale (300 – 1000 crediti);
- offrire una prestazione professionale (300-1000 crediti) (al momento c’è un disperato bisogno di gente che aiuti a mettere a punto il software del sito);
- dare la propria disponibilità per un evento (come manovalanza) 100 crediti al giorno;
- organizzare un evento 500 crediti al giorno;
- fare da webmaster per una sezione tematica del sito (500 crediti al mese);
- inserimento sul sito di materiale non in formato HTML (300 crediti addizionali).
In generale si è voluti basare su un rapporto del tipo 1€ = 1 credito applicando una logica che premia i servizi più “umili”.

“COSTI SERVIZI”
- pubblicare una presentazione di sé stessi, del proprio esercizio commerciale o della propria attività, fornendola in formato HTML che verrà tagliato o incollato sul sito (300 crediti);
- pubblicare una presentazione di sé stessi, del proprio esercizio commerciale o della propria attività fornendola a Cicero in formato diverso dall’HTML (600 crediti); 
- pubblicare l'annuncio di una "offerta speciale"  fornendolo in formato HTML che verrà tagliato o incollato sul sito (100 crediti);
- pubblicare l'annuncio di una "offerta speciale"  fornendolo in formato diverso dall’HTML (400 crediti);
- presentare l'annuncio di una propria iniziativa in formato HTML che verrà tagliato o incollato sul sito (100 crediti);
- presentare l'annuncio di una propria iniziativa in formato diverso dall’HTML (400 crediti);
- pubblicare un’offerta di lavoro o una richiesta di servizi (gratis);
- ottenere un adattamento del proprio CV utente dal formato.doc al formato necessari a linkedin (100 crediti).

Una precisazione importante: per chi ha più soldi che tempo, si ritiene un ottima cosa richiedere servizi ad altri utenti di Cicero fornendo in cambio un compenso in denaro.
Facciamo un esempio: un commerciante che chiameremo (Giuseppe Rossi) deve pubblicizzare un evento nel suo negozio ma non ha tempo di compilare la presentazione in html né ha i crediti per richiedere il servizio.
Mette gratuitamente un annuncio su BLOG di Cicero chiedendo aiuto ed offrendo un compenso in denaro (tipo 50 €).
Questo incarico può essere accettato solamente da altri utenti del Progetto Cicero i quali saranno autorizzati a fare la pubblicazione a nome di Giuseppe Rossi al quale non resterà che da “autorizzare”, a sua volta, con un singolo colpo di mouse, la pubblicazione dell’annuncio.
In questo modo Giuseppe Rossi ha il suo annuncio senza grossi pensieri e con una cifra irrisoria, un giovane utente, magari uno studente universitario, si intasca i soldi che gli risolvono una serata.
Si sottolinea che la transazione e l’accordo avverrebbe privatamente tra i due utenti. Il progetto rimane unicamente un mezzo per far comunicare tra loro i suoi utenti e non è, e non dovrà essere, strutturato per muovere denaro.

Questa, per ora, è solo una proposta che spero verrà commentata e migliorata.
Sarà necessario mettere a punto il software per renderla operativa e suggerimenti per l’estensione del listino prezzi.

Si aspettano commenti.

Guido Mastrobuono 




permalink | inviato da progettocicero il 17/9/2007 alle 18:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



11 settembre 2007

Pro domo propria


Foto scattata da Guido Mastrobuono

- Perchè "Cicero Pro domo sua?" - mi è stato chiesto da amici che stanno permettendo, per mezzo dei loro commenti, lo sviluppo del progetto. 
- Non sarebbe meglio dare all'associazione un taglio più filantropico?

L'Italia è il paese del volontariato e questo è uno dei motivi per cui amo questo Paese: però, questa associazione vuole essere una cosa diversa.
 
Al mio rientro in Italia, in ambito professionale, mi è stato richiesto di dare, dare e dare nella speranza che, ad un certo punto, una aristocrazia provvidente mi avrebbe distribuito le sue grazie. Mi sono trovato a fare colloqui nei quali l'attenzione era totalmente focalizzata sulla bellezza del lavoro e sulla mia capacità (o meno) di espletarlo. E i soldi?
- Che schifo? - sembravano pensare i miei interlocutori - Noi non si parla nemmeno di roba simile! -
La mia permanenza estera mi aveva cambiato la testa e, purtroppo o per fortuna, leggermente alienato dalla realtà italiana: questi mi offrivano "lavoro" mentre io cercavo "stipendio".

Desidero che "Cicero" sia l'associazione di coloro che offrono "lavoro" e cercano "stipendio" ovvero di coloro che ritengano che, in ambito lavorativo, il "do ut des" praticato con onestà e rettitudine sia un principio fondamentale.
Credo che il concetto che "gli operai" debbano ricevere sempre il "soldo" delle loro opere e tornare a casa contenti e soddisfatti, sia valido sia in senso figurato che letterale.

In questa ottica si sono definiti oneri ed onori dei membri.

Gli "utenti" si collegano a Cicero i
n cambio ottengono,

  1. come contatti, tramite linkedin, tutti gli appartenenti al progetto,
  2. un po' di informazioni lavorative (soprattutto inerenti l'attività dei colleghi ma anche, ogni tanto, riguardanti le occasioni di lavoro) che male non fanno,
  3. la possibilità, nel momento in cui gli servisse una figura professionale specifica, di fare affidamento su una rosa di professionisti aventi CV noto.

La ragione per cui, per ogni utente, verrà richiesta una garanzia di veridicità ad un membro dell'associazione o proprio quella, da un lato di fornire ai lettori CV più affidabili, dall'altro  di fornire in sigillo di garanzia agli autori dei CV.
Linkedin è basato su questo concetto e Cicero serve anche a diffondere Linkedin sul mercato italiano rendendolo così più utile per gli italiani.

A questo punto, gli utenti possono decidere di fare qualcosa di più per il progetto: cioè invitare altri utenti e commentare le idee proposte (permettendone il miglioramento).

Per effetto di queste azioni:

  1. la rete si allarga e diveta più efficace per tutti gli utenti;
  2. la struttura dell'associazione diviene più equilibrata ed efficiente;
  3. il progetto glie ne darà credito.

E il credito, nel Progetto Cicero, non è una cosa aleatoria: è una cosa di cui si ha immediato riscontro e che si può far valere a tempo debito.
Infatti, il credito è un prerequisito per divenire Membro, cioè il proprietario dell'associazione e colui per promuovere il quale l'associazione esiste. 

Qui, per ora mi fermo.
Desidero però che venga inteso il perchè del motto "pro domo sua".

Progetto Cicero è un'associazione di persone che danno per avere.
Persone che amano rispettare accordi chiari, dare ciò che gli è richiesto, e ricevere ciò che gli è dovuto.
PERCHE' E' GIUSTO!!!
In quest'ottica tutta l'associazione verrà plasmata.




permalink | inviato da progettocicero il 11/9/2007 alle 9:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


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DIRETTORE DEL
PROGETTO:

Guido Mastrobuono

 
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